Egregio Signor Presidente,
in un tempo in cui restare in silenzio equivale ad accettare passivamente l’ingiustizia, Vivere ETS – Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia, presente su tutto il territorio nazionale tramite cinquanta associate, vuole condividere il suo punto di vista a gran voce con determinazione e senso di responsabilità.
Di fronte a questa tragedia umanitaria, che colpisce tutti i bambini palestinesi, compresi quelli prematuri, l’Associazione non può restare indifferente ed esprime profonda preoccupazione e indignazione.
Ogni giorno, in quei territori martoriati, il diritto alla vita viene negato in modo crudele:
incubatrici spente, reparti neonatali distrutti, personale sanitario abbandonato, bambini privati di cure adeguate e di speranza.
Le gravissime notizie che fino a oggi sono giunte dalla Palestina non possono essere ignorate, nonostante si siano fatti i primi accordi di pace, che auspichiamo possano essere duraturi.
Solo pochi giorni fa è stato autorizzato l’ingresso di dieci ventilatori per le Terapie Intensive Neonatali. Dieci sui trentatré che erano a disposizione da nove mesi.
Vivere ETS, segue con apprensione questi giorni decisivi con la speranza che gli aiuti umanitari e i farmaci, possano finalmente arrivare come annunciato.
Da troppo tempo si assiste alla violazione deliberata e continuativa dei principi sanciti dalla Carta dei Diritti del Bambino Nato Prematuro, documento redatto per la prima volta in Italia, di cui Vivere ETS è stata promotrice e coautrice, e che riconosce il diritto universale alla cura.
È evidente anche la violazione dei diritti riconosciuti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che sancisce il diritto alla vita, allo sviluppo, alla non discriminazione e all’ascolto delle opinioni di ogni bambino.
Le testimonianze provenienti da Gaza parlano di neonati prematuri privati di ossigeno, di madri costrette a partorire sotto le bombe, di reparti neonatali devastati, di medici e infermieri che operano senza strumenti, farmaci o protezione.
L’Associazione si unisce con empatia al personale sanitario riconoscendo il loro impegno e sacrificio quotidiano nella protezione delle vite vulnerabili.
Vivere ETS, nata per tutelare la vita fragile e preziosa dei prematuri, non può ignorare chi nasce nel buio della guerra o gli effetti che essa ha prodotto e con questa comunicazione vuole esprimere la vicinanza a tutte quelle persone, famiglie e bambini che hanno pagato il prezzo più alto nella guerra tra Israele e Palestina.
Ogni bambino, ovunque nasca, ha diritto a vivere, crescere, essere protetto.
Ogni neonato prematuro, in qualunque parte del mondo, merita cure, dignità e futuro.
Oggi nascere in Palestina, equivale troppo spesso a non avere tempo per vivere.
Confidiamo nella Sua sensibilità e nel Suo alto ruolo istituzionale affinché continui a vigilare e a farsi garante dei più piccoli e dei più fragili.
Con osservanza.


