ABC OdV Testimonianze

Testimonianze ABC

Quando nelle UTIN c’eravamo NOI…

Qui leggerai il nostro vissuto e da qui, se vorrai, potrai parlarci di te e della tua esperienza.

  • Perché noi non vogliamo e non possiamo dimenticare.
  • Perché ciò che è accaduto a noi e ai nostri figli non deve rimanere privo di significato.
  • Perché per cause naturali o per irresponsabilità umane la nostra vita è cambiata.
  • Perché vi è una realtà medica che necessita di maggiore supporto.
  • Perché alla neonatologia c’è un paziente del tutto speciale.
  • Perchè alla neonatologia c’eravamo noi.
  • Perché non è stato felice il primo incontro coi nostri figli.
  • Perché non volevamo che soffrissero.
  • Perché avremmo voluto riportarli a casa.
  • Perchè non è al gavage che pensavamo per il suo nutrimento.
  • Perché li attendevano solo coccole e carezze.
  • Perchè un nostro abbraccio li avrebbe rassicurati.
  • Perché la nostra voce li avrebbe addormentati.
  • Perché non sapevamo nulla sulla prematurità.

Per questi ed altri mille perché raccontiamo le nostre storie, di quando nelle utin c’eravamo noi…

Lettera per tante mamme come me

Mi presento sono Agata e voglio raccontarvi la mia esperienza. Il mio bambino Gabriele è nato prematuramente all’ospedale S.Bambino di Catania ed è rimasto ricoverato lì presso il reparto di neonatologia circa tre mesi. Sono madre di altri due figli nati a termine e mi sono ritrovata all’età di 46 anni in attesa di Gabriele e con la consapevolezza di tutti i rischi di una gravidanza difficile. Infatti la pressione alta e poi la gestosi mi hanno costretta a partorire il mio bambino, tramite parto cesareo, alla trentesima settimana di gestazione. Gabriele pesava gr. 1010 ed era alto 36 cm. Io, invece, sono stata ricoverata urgentemente nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Catania. Incomincia così il nostro calvario: io in un altro ospedale, lui in incubatrice. Un percorso doloroso pieno di giorni “si” e di giorni “no” , di paure, di pianto e di attimi di felicità. Passano i giorni, le settimane, i mesi ma il contatto e così breve che l’ansia ti assale. Non potendo allattare al seno il mio bambino, per poterlo alimentare con il latte materno, ho imparato ad usare il tiralatte, rinunciando ancora una volta al “contatto” con lui. Questa esperienza ha causato paure ed

Agata

Simona e Matilde

LA NOSTRA TESTIMONIANZA POTREI DEFINIRE LA MIA ESPERIENZA DI MADRE MOLTO “VISSUTA” ANCHE SE PER ALCUNI ASPETTI INCOMPLETA. SONO MAMMA DI DUE BIMBE NATE PREMATURAMENTE, LA PRIMA ALLA 32 SETT. DI GESTAZIONE KG. 1340 DOPO IL CALO FISIOLOGICO, LA SECONDA BIMBA NATA A 26 SETT. DI GESTAZIONE GR. 800 DOPO IL CALO FISIOLOGICO. LA PRIMA GRAVIDANZA TRASCORRE SERENA, NESSUN CENNO DI VOMITO O ALTRO ,FINO ALLA 32 SETT. QUANDO IL MIO GINECOLOGO, DURANTE LA 1 VISITA DI CONTROLLO, SI ACCORGE CHE IL COLLO DELL’ UTERO E’ GIA’ DILATATO E CONSIGLIA UN RICOVERO URGENTE. CON TAGLIO CESAREO NASCE LA MIA BIMBA, PICCOLA MA SANA, BASTERA’ QUALCHE GIORNO CON LA CAPPETTA DI OSSIGENO E POI AL CALDUCCIO NELLA SUA CULLETTA TERMICA FINO ALLA DIMISSIONE QUANDO AVRA’ RAGGIUNTO IL PESO DI 2.500. POCHE FRASI PER DESCRIVERE UN GRANDE DOLORE. SOLO MEZZ’ORA AL GIORNO PER POTER VEDERE LA MIA BIMBA DA DIETRO UNA VETRATA SENZA POTERLA TOCCARE O CONSOLARE. QUANDO IL GIORNO DELLA DIMISSIONE, DOPO 45 GIORNI, CE L’ HANNO CONSEGNATA E’ STATO BELLO E TERRIBILE:E’ STATO COME ADOTTARE UNA BIMBA FINO AD ALLORA SCONOSCIUTA. TORNARE A CASA DOPO IL PARTO E LASCIARE IN OSPEDALE TUO FIGLIO NELLE MANI DI ESTRANEI , E’ PER UN

Vito e Giovanna

Stefano

Mi chiamo Maria e sono la mamma di Stefano che adesso ha 3 anni. La nostra avventura inizia il giorno in cui a causa di una brutta gestosi ho partorito anticipatamente, esattamente a 29 settimane, il mio angioletto che allora pesava 930 gr. e misurava 36 cm. I primi giorni sono stati in assoluto i più difficili perché temavamo per la sua vita: era come se mi trovassi in un incubo senza sapere se e come ne fossi uscita. Tante sono state le sensazioni che si alternavano: angoscia, rabbia, paura, sensi di colpa. Durante il primo mese sembrava si facesse un passo avanti e due indietro, perché il piccolo non riusciva a respirare da solo. A poco a poco le sue condizioni miglioravano e dopo un mese e 22 giorni di terapia intensiva il nostro piccolo è passato in terapia semintensiva e grazie alla “metodica marsupio” ho potuto abbracciare mio figlio per la prima volta: pesava Kg 1,600. Finalmente potevo sentire il suo respiro, il suo viso contro il mio petto, anche se ancora mi consideravo “una mamma a metà”; ma dal quel momento tutte le paure, i sacrifici, gli sforzi fatti per tirarmi il latte (mi alzavo anche la

maria

Testimonianza Gessica

Sono una mamma che al momento del parto si è posta la domanda più innaturale e crudele “Mia figlia sta per nascere o per morire?” Perchè io sono la mamma di una bambina prematura, nata alla 29esima settimana di gestazione il 17 aprile 2008 alle 19:30 con un peso pari a 940 gr. Sono rimasta incinta a 24 anni e, come giusto che fosse, pensavo che la gravidanza fosse uno stato naturale soprattutto alla mia età, mi sottoponevo a tutti i controlli ed invece è stato un attimo (o meglio 7 giorni) per passare dal sogno all’incubo. Gestosi. Non mi davo pace, cercavo di capire perchè, cos’è successo? Com’è successo? Dove ho sbagliato? E dopo queste domande hanno lasciato spazio a domande più crudeli “Cosa accadrà?” “Adesso come posso proteggere mia figlia?” Perchè lei era già mia figlia. Mi sentivo impotente e potevo solo pregare con tutta me stessa che qualcuno lassù la proteggesse come io non sapevo non potevo fare… così entrai in sala operatoria. L’ho potuta vedere per un secondo un secondo che non dimenticherò mai: piccola da stare in una mano piangeva ed anche illuminata dalla luce sterile della sala operatoria era bella ed io senti scoppiare un

Testimonianza di una madre

“Non immaginavo certo di prendere in braccio mio figlio per la prima volta quando lui pesava soltanto 900 gr.. Non nascondo che i primi attimi li ho vissuti con un po’ di imbarazzo, non ero preparata a una simile esperienza, avrei voluto “abbracciarlo” nel senso stretto della parola ma non potevo, era troppo piccolo e avevo paura di fargli male, ma questa sensazione non è durata tanto. Quando medici ed infermieri hanno verificato che il suo saturimetro era al massimo e il bambino respirava con regolarità, allora ho cominciato e sentirmi un TUTTUNO con lui. La metodica Marsupio è stata fondamentale per me e per il mio bambino per ritrovare quel legame, che il parto prematuro aveva tragicamente interrotto; ha procurato notevoli benefici sul piano psicologico di entrambi, ed è stata terapeutica specialmente quando vedevo che il mio piccolo, riconoscendomi, elargiva delicati

Daniela

Era troppo presto

Salve a tutti, siamo Santo e Daniela, genitori di Alessandro e Michele due fratelli gemelli nati alla 26° settimana di gravidanza presso l’ospedale Santo Bambino di Catania. La nostra testimonianza sull’esperienza della prematurità ha lo scopo di far sapere ad altri genitori come noi che non sono poi così soli, che altre mamme ed altri papà hanno affrontato e stanno affrontando una situazione analoga e comprendiamo,quindi, esattamente le sensazioni e le emozioni che stanno vivendo. Ci auguriamo di essere utili e per quanto difficile sia anche di conforto. Consapevoli, poi, che le nascite pretermine sono, purtroppo, in aumento e le informazioni relative alla problematica non hanno ancora raggiunto un’adeguata diffusione, abbiamo deciso di riunirci, insieme ad altri genitori, in associazione. Per questo è nata l’Associazione Bambini in Crescita (ABC) Vogliamo reclamare “il diritto inalienabile alla Vita” che il bambino prematuro non può, per ovvi motivi, reclamare e che per gli stessi ovvi motivi rischia di esserne privato o di riceverne un surrogato che potrebbe poi risultare poco efficiente od inefficace. Vogliamo dar voce alle problematiche dei genitori che insieme ma in modo diverso vivono questa esperienza perché “la diade madre-bambino è un unico organismo psicobiologico” e il padre ne è

Santo e Daniela

Federico, Gabriele: i miei tesori

Era il 2 gennaio, inseminazione fatta il 19 dicembre, la notte di capodanno avevo mandato sul balcone il pentolone di zampone e lenticchie. Il 2 gennaio, non riuscivo a telefonare personalmente al laboratorio, lo ha fatto il mio Ricky: Ile, Ile i valori sono altissimi, aspettiamo un bambino…ero al settimo cielo, ballavo e piangevo di gioia. era la seconda inseminazione…ero stanca, i valori alti. forse erano 2…non diciamo niente. questo il desiderio di mio marito, ma non il mio, mi sembrava di ucciderne uno…la prima ecografia 3 sacche due piene una nascosta…forse…non diciamo ancora niente. brindisi sia con i miei che con i suoceri: aspettiamo Un bambino..forse 2…14 febbraio…sul divano, un dolore assurdo, sangue: il mio medico, lo specialista non si trova: il mio ginecologo, tranex e riposo…preghiera…ok, i bambini, 2 ci sono stanno bene ma riposo…assoluto riposo. Vomito fino al 5° mese, ferro basso, flebo in ospedale quasi ogni giorno. Piango un giorno, al santo bambino e mi prendono in giro: ansia da prima gravidanza: la pancia è dura dico io, ho paura….sciocca, normale per una gravidanza gemellare…si va avanti. Eco morfologica perfetta, ecocardiografia altrettanto, compriamo i primi vestiti, le culle il passeggino doppio, facciamo l’ultima gita sereni a

Ilenia

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